Abbonamenti dimenticati: come trovarli e chiuderli

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Gli abbonamenti dimenticati non sono quelli che hai deciso di tenere e usi poco. Sono quelli di cui non ricordi l'esistenza: una prova gratuita mai disdetta, un servizio attivato per un solo scaricamento, un rinnovo annuale scattato mentre guardavi altro.

Il più caro di tutti ha sempre la stessa forma: prova gratuita di sette giorni, rinnovo annuale, tre giorni di utilizzo reale. Dodici mesi pagati per un fine settimana.

Dove guardare, in ordine

1. Gli abbonamenti dello store

Su iPhone: Impostazioni → il tuo nome → Abbonamenti. Su Android: Play Store → menu → Pagamenti e abbonamenti → Abbonamenti. È la lista più importante, perché contiene quasi tutto quello che è stato attivato dentro un'app — cioè la categoria che si dimentica più facilmente.

Guarda anche la sezione degli abbonamenti scaduti: dice cosa avevi attivato in passato e quanto è durato prima di essere chiuso, e a volte fa saltare fuori un servizio che credevi chiuso e che invece è stato riattivato.

2. Dodici mesi di estratto conto

Non uno: dodici. I rinnovi annuali passano una volta sola, e sono quelli con l'importo più alto. Scarica l'estratto in formato tabellare, ordina per importo e cerca le cifre che si ripetono identiche a distanza regolare.

Gli addebiti sospetti da controllare sempre: importi in valuta estera, descrizioni con nomi di società che non riconosci (spesso il fornitore tecnico, non il marchio del servizio), e micro-addebiti sotto l'euro, che di solito sono verifiche di carta fatte da un servizio ancora attivo.

3. PayPal e i pagamenti ricorrenti della carta

PayPal tiene i pagamenti ricorrenti in una sezione dedicata (Impostazioni → Pagamenti → Gestisci i pagamenti automatici) e non compaiono altrove finché non scattano. Molte banche hanno una voce analoga per gli ordini permanenti sulla carta.

4. La casella email

Cerca parole come «ricevuta», «rinnovo», «fattura», «abbonamento» e «receipt» nell'ultimo anno, cartella spam compresa. È il metodo più lento e l'unico che trova i servizi pagati con una carta che non usi più.

Come si chiudono

Se l'abbonamento è dello store, si disdice dallo store: non dal sito del servizio. È il caso più comune di disdetta che sembra fatta e non lo è — il sito ti disattiva l'account, ma il rinnovo continua a essere addebitato da Apple o da Google.

Se è un contratto diretto, si disdice dall'area personale del servizio. Conserva la conferma: è l'unica prova che hai se il rinnovo scatta comunque.

Bloccare la carta non disdice niente. Il contratto resta attivo, il debito si accumula e può finire al recupero crediti. È la scorciatoia peggiore.

Se l'addebito è già passato

Per gli abbonamenti App Store e Play Store esiste una procedura di rimborso, e per un rinnovo annuale scattato da poco e mai usato viene concessa più spesso di quanto si creda. Vale sempre la pena chiederlo: si fa in pochi minuti dalla cronologia acquisti.

Come evitare che ricapiti

  • Il giorno in cui attivi una prova gratuita, metti il promemoria due giorni prima della scadenza. È l'unica difesa che funziona davvero, e costa dieci secondi.
  • Disdici subito dopo aver attivato la prova: l'accesso resta fino alla scadenza. È una funzione prevista, non un trucco.
  • Segna ogni abbonamento come spesa ricorrente nel registro, invece di lasciarlo sparire nell'estratto conto. Una spesa visibile continui a valutarla.
  • Rivedi l'elenco una volta all'anno. Senza revisione periodica il totale torna a crescere entro dodici mesi.

Fai il conto prima di decidere

Prima di chiudere qualcosa, metti l'elenco completo nel calcolatore del costo annuo. Vedere i servizi ordinati per peso cambia le priorità quasi sempre: quello che stavi per disdire per primo raramente è il più caro.

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