Cosa sono le spese essenziali
Quello che continueresti a pagare il mese in cui il reddito si ferma: casa, utenze, spesa alimentare, trasporti indispensabili, assicurazioni, rate che non si possono sospendere, farmaci. Fuori restano ristoranti, viaggi, abbonamenti di intrattenimento e tutto ciò che in quel mese taglieresti senza pensarci.
Da 3 a 6 mesi, e perché non è una regola
L'intervallo è un'indicazione su cui converge la divulgazione finanziaria, non una norma. Ha senso perché copre i due casi che mandano davvero in crisi un bilancio familiare: una spesa grossa e imprevista, e il tempo che serve a rimettersi in piedi dopo aver perso un'entrata.
Chi ha un reddito irregolare — partita IVA, lavoro stagionale, provvigioni — parte da 6 mesi, perché per lui il mese cattivo non è un imprevisto: è una parte normale dell'anno.
Prima il fondo o prima i debiti
Con debiti a tasso alto — scoperto di conto, revolving, prestiti al consumo — la sequenza che funziona è: un fondo piccolo (uno o due mesi) per non tornare a indebitarsi al primo imprevisto, poi tutto sul debito, poi il fondo completo. Risparmiare all'1% mentre si paga il 12% è una perdita certa.
Domande frequenti
Si calcola sulle spese o sullo stipendio?
Sulle spese essenziali. Mesi di spese essenziali, non di stipendio: si copre quello che esce comunque, non quello che entra. Calcolarlo sullo stipendio gonfia il traguardo di tutto quello che smetteresti comunque di spendere restando senza entrate, e lo rende abbastanza alto da scoraggiare chi parte.
Dove tengo il fondo di emergenza?
Dove è disponibile in pochi giorni e non perde valore nominale: liquidità sul conto o conto deposito svincolabile. Investito in qualcosa che può scendere del 30% non è un fondo di emergenza, perché le emergenze non aspettano il recupero.
Il metodo dietro al calcolo è spiegato per esteso in Fondo di emergenza: quanto deve essere e dove tenerlo.