“Quanto dovrei tenere sul conto corrente?” è una di quelle domande che quasi tutti si pongono prima o poi, ma a cui raramente si trova una risposta chiara. Troppo poco e rischi di andare in rosso su una spesa imprevista. Troppo e stai lasciando dormire soldi che potrebbero lavorare per te.
Non esiste una cifra universale, ma esistono criteri pratici per trovare quella giusta per la tua situazione — e capire la differenza tra quello che deve stare sul conto corrente e quello che dovrebbe stare altrove.
A cosa serve davvero il conto corrente
Il conto corrente è uno strumento operativo, non uno strumento di risparmio. Il suo scopo è gestire i flussi quotidiani: ricevere lo stipendio, pagare le bollette e i domicili, coprire le spese del mese.
Tenerci troppo denaro è un errore sottile ma concreto. Il conto corrente tipicamente non rende nulla — o rende molto poco — e la liquidità in eccesso perde potere d'acquisto con l'inflazione. Ogni euro che sta fermo sul corrente senza una funzione specifica è un euro che potresti mettere a rendere da qualche parte.
Il principio base: coprire le uscite del mese con un margine
Il punto di partenza è sapere quanto spendi in un mese medio. Non solo le spese fisse (affitto, mutuo, bollette, abbonamenti), ma anche quelle variabili: spesa alimentare, trasporti, uscite. Somma tutto e ottieni il tuo fabbisogno mensile.
Una regola pratica diffusa è tenere sul conto corrente tra uno e due mesi di spese. Il primo mese copre le uscite correnti. Il secondo è il cuscinetto per le variazioni: una bolletta più alta del solito, una riparazione piccola, uno sfasamento tra quando arriva lo stipendio e quando escono i pagamenti ricorrenti.
Esempio concreto: se le tue spese mensili ammontano a 1.800 euro, tenere tra 1.800 e 3.600 euro sul corrente è un intervallo ragionevole per la gestione ordinaria.
Il fondo di emergenza non è il saldo del conto corrente
Qui sta uno degli errori più comuni: confondere il saldo “di sicurezza” del conto corrente con il fondo di emergenza. Sono due cose diverse con due funzioni diverse.
Il saldo del conto corrente copre la gestione ordinaria del mese — quelle spese che sai che verranno, anche se non sai esattamente quando o quanto. Il fondo di emergenza, invece, è una riserva separata per eventi eccezionali: perdita del lavoro, guasto importante, spesa medica imprevista.
Il fondo di emergenza dovrebbe essere tenuto su un conto separato— idealmente un conto deposito o un conto di risparmio — non mescolato con il corrente. Tenerlo separato ha due vantaggi: psicologico (non lo vedi come soldi disponibili) e pratico (su un conto deposito rende qualcosa). Se vuoi approfondire quanto dovrebbe essere grande questo fondo, leggi l'articolo su quanto deve essere grande il fondo di emergenza.
Quante spese variabili hai ogni mese?
Il margine che tieni sul conto dipende anche dalla variabilità delle tue uscite. Se le tue spese sono molto prevedibili — lavoro dipendente, poche variabili, pochi pagamenti irregolari — puoi stare nella parte bassa dell'intervallo. Se invece:
- hai spese professionali variabili o sei lavoratore autonomo con entrate irregolari
- hai un'auto che potrebbe richiedere riparazioni
- hai pagamenti annuali o semestrali (assicurazioni, bollo, abbonamenti annuali) che escono a sorpresa
- hai figli con spese imprevedibili
…allora ha senso stare più in alto, verso i due mesi, o anche leggermente sopra. L'obiettivo è che nessuna spesa imprevista ordinaria ti metta in difficoltà o ti faccia andare in rosso.
Il problema opposto: tenere troppo sul corrente
Molte persone che hanno una certa disciplina di risparmio commettono l'errore inverso: accumulano sul conto corrente senza mai “smistare” i soldi. Il saldo cresce mese dopo mese, e là rimane.
Il problema non è immediato — i soldi ci sono, le spese vengono coperte — ma nel lungo periodo questa inerzia ha un costo. Con un'inflazione anche solo del 2-3% annuo, 10.000 euro fermi sul corrente per tre anni perdono potere d'acquisto in modo misurabile. Non è una cifra enorme, ma è denaro che avrebbe potuto stare in un conto deposito, in un fondo monetario o in qualsiasi strumento che almeno segue l'inflazione.
La liquidità in eccesso rispetto al fabbisogno operativo + fondo di emergenza dovrebbe avere una destinazione: obiettivo di risparmio, investimento, piano pensionistico. Non “resto sul corrente perché non so dove metterlo”.
Come calcolare la tua cifra in pratica
Ecco un metodo semplice in tre passi per trovare il numero giusto per te:
- Calcola le tue spese mensili medie. Guarda gli ultimi tre mesi di estratto conto e somma tutte le uscite — fisse e variabili. Dividi per tre per avere la media mensile.
- Identifica le spese irregolari. Assicurazioni, bollo, tasse annuali, revisione auto: somma quelle annuali e dividile per 12 per ricavare il “costo mensile implicito” di queste spese. Aggiungilo alla media.
- Moltiplica per 1,5 o 2. Il risultato è il saldo operativo che ha senso tenere sul corrente. Quello che supera questa cifra dovrebbe essere spostato.
Non è un calcolo che si fa una volta sola. Le spese cambiano — un trasloco, un figlio, un cambio di lavoro — e il numero va ricalibrato ogni anno circa.
Lavoratori autonomi e freelance: le regole cambiano
Se hai entrate irregolari, la gestione del conto corrente richiede un approccio diverso. Non sai quando arriverà il prossimo pagamento, e i mesi buoni devono coprire i mesi vuoti.
In questo caso il cuscinetto operativo sale: molti freelance tengono sul corrente (o su un conto facilmente accessibile) tre-sei mesi di spese, non uno-due. Non perché sia “risparmio” in senso stretto, ma perché la variabilità delle entrate richiede una riserva operativa più ampia. Il fondo di emergenza per il lavoratore autonomo è spesso più grande proprio per questa ragione.
Inoltre, se hai una Partita IVA, sul conto deve esserci sempre la quota accantonata per le tasse — IVA, IRPEF, contributi previdenziali. Molti autonomi tengono questi accantonamenti su un conto separato per non confonderli con la liquidità operativa.
Segnali che stai tenendo troppo (o troppo poco) sul corrente
Stai tenendo troppo poco se:
- vai spesso sotto 200-300 euro prima dello stipendio
- hai dovuto usare il fido o il credito della carta per coprire spese ordinarie
- una spesa imprevista anche piccola (<500 euro) ti crea difficoltà concrete
Stai tenendo troppo se:
- il saldo del corrente cresce di mese in mese senza una destinazione
- hai più di tre-quattro mesi di spese ferme lì senza una ragione specifica
- non hai un fondo di emergenza separato, ma “tanto c'è roba sul corrente”
In entrambi i casi, il punto di partenza è capire dove vanno i soldi davvero. Avere un quadro preciso delle proprie spese — non un'impressione vaga — è ciò che permette di rispondere alla domanda con un numero reale invece di una stima. Puoi approfondire il metodo nell'articolo su come tenere traccia delle spese.
Il saldo giusto cambia nel tempo
Il numero che ha senso oggi potrebbe non avere senso tra due anni. Uno stipendio più alto porta spese più alte; un figlio aggiunge variabilità; un mutuo cambia il profilo delle uscite mensili. Non si tratta di trovare la cifra giusta una volta per sempre, ma di avere un criterio per ricalcolarla quando la situazione cambia.
Quello che rimane costante è il principio: il conto corrente è uno strumento operativo, non un salvadanaio. Deve essere abbastanza pieno da non creare ansia, abbastanza vuoto da non sprecare potenziale.
Domande frequenti
Quanto è giusto tenere sul conto corrente?
Una regola pratica è tenere tra uno e due mesi di spese mensili. Il primo mese copre le uscite correnti, il secondo è il cuscinetto per variazioni e spese impreviste ordinarie. Tutto ciò che supera questa soglia dovrebbe avere una destinazione diversa: fondo di emergenza su un conto separato, risparmio o investimento.
Il fondo di emergenza va tenuto sul conto corrente?
No. Il fondo di emergenza va tenuto su un conto separato — idealmente un conto deposito o di risparmio — non mescolato con il corrente. Tenerlo separato ha un vantaggio psicologico (non lo percepisci come disponibile) e pratico (su un conto deposito rende qualcosa).
Come faccio a capire quanto sto tenendo in eccesso sul conto?
Calcola le tue spese mensili medie degli ultimi tre mesi, aggiungi una quota per le spese irregolari annuali (assicurazioni, bollo, ecc.) e moltiplica per 1,5 o 2. Qualsiasi importo che supera sistematicamente questa cifra è liquidità in eccesso che potrebbe essere spostata altrove.